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Leonardo Marco Sedile Artista Ricercatore

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Foto

Leonardo osserva il Mondo per intervistarlo

Lato Sud del Grande Midollo

Leonardo, nella sua ricerca, osserva il mondo come il tessitore osserva la trama e l’ordito della tela che sta tessendo. Nel promontorio della montagna spaccata Leonardo nota grandi e piccole circonferenze a cerchi concentrici simili a quelli esistenti nella sezione dei rami vegetativi.
Le circonferenze, ora pietrificate, nel loro stato vegetativo davano vita a grandi e piccoli rami, i quali nascevano dal gigantissimo midollo e fuoriuscivano all’esterno della gigantissima sequoia, per dar vita alla sua folta chioma.
Il midollo pietrificato è tappezzato di grandi e piccole circonferenze a cerchi concentrici con al centro il nucleo – midollare.
In assenza di una didascalia dettagliata, lo sperone – midollo (così tutto il resto) sembra esclusivamente una roccia crepata dagli agenti atmosferici e dal tempo, come è stato fino al 10 maggio 2026, qualche minuto dopo le ore 19.00, ossia il giorno della 1a intervista pubblica alla Terra.


Leonardo osserva il Mondo per intervistarlo

Lato Nord del Grande Midollo

Leonardo, l’artista ricercatore, osserva il grande midollo dal lato nord: su questo lato possiamo notare dei tronchi di piccola sezione il cui diametro varia tra i 20 e i 30 cm. Essi sono in posizione verticale allo scopo di rafforzare e mantenere in vita il grande midollo, trasportando la linfa vitale fino alle parti più elevate.

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Leonardo osserva il Mondo per intervistarlo

La Sentinella A Rischio Estinzione

Argomento

Non può essere solo roccia, alla sua base si notano dei cerchi concentrici a gradini.
Il primo anello delle circonferenze concentriche protegge lievemente il secondo anello dall’usura, permettendo la creazione del gradino, cosi via man mano che l’usura nel tempo interagisce con le parti della sequoia con cui viene a contatto.
Nel cuore del nucleo midollare della sentinella sono presenti e ben visibili tre nuclei midollari, i quali si attorcigliano tra di essi per rafforzare la loro esistenza nella sua enorme elevazione verso il cielo nonché al fine di trasportare linfa vitale all’intera sequoia fino alle cime più alte, e per resistere alla forza dei forti venti.
Tutta la sentinella è tappezzata di sezioni, in alcune di esse sono ben visibili i cerchi concentrici con il midollo.
Le sezioni dei rami o tronchi interni, che al quel tempo si elevavano verso il cielo, le troviamo dalla base fino alla cima e dalla base in giù, oramai sprofondate nelle profondità marine.
Sulla cima dello sperone di roccia che guarda il mare, al di là della strada, sono presenti dei tronchi pietrificati in verticale, ben visibili. La loro esistenza vegetativa si intrecciava con i rami che fuoriuscivano dal tronco in forma orizzontale o inclinata. A conferma della mia affermazione, sono presenti sullo sperone di roccia, soprannominato “La Sentinella”, le molteplici sezioni di rami e tronchi, alcune con il nucleo midollare.
(battezzata da Leonardo da Galatina: “La Sentinella”)

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  • La Sentinella A Rischio Estinzione

Leonardo osserva il Mondo per intervistarlo

La vetta della Sentinella

Argomento

Non può essere solo roccia, poiché alla sua base si notano dei cerchi concentrici a gradini.
Il primo anello delle circonferenze concentriche protegge lievemente il secondo anello dall’usura, permettendo la creazione del gradino; così via man mano che l’usura nel tempo interagisce con le parti della sequoia con cui viene a contatto.
Nel cuore del nucleo midollare della sentinella sono presenti e ben visibili tre nuclei midollari, che si attorcigliano tra di essi per rafforzare la loro esistenza nella sua enorme elevazione verso il cielo, nonché al fine di trasportare linfa vitale all’intera sequoia fino alle cime più alte, e per resistere alla forza dei forti venti.
Tutta la sentinella è tappezzata di sezioni, in alcune di esse sono ben visibili i cerchi concentrici con il midollo.
Le sezioni dei rami o tronchi interni, che a quel tempo si elevavano verso il cielo, si trovano dalla base fino alla cima e dalla base in giù, oramai sprofondate nelle profondità marine.
Sulla cima dello sperone di roccia, che guarda il mare al di là della strada, sono presenti dei tronchi pietrificati in verticale, ben visibili. La loro esistenza vegetativa si intrecciava con i rami che fuoriuscivano dal tronco in forma orizzontale o inclinata. A conferma della mia affermazione, sono presenti sullo sperone di roccia, soprannominato “La Sentinella”, le molteplici sezioni di rami e tronchi, alcune con il nucleo midollare.
Ingrandendo l'immagine della cima dello sperone di roccia battezzato "La Sentinella", si possono apprezzare le sezioni dei tronchi che fuoriescono in verticale dall’insieme e si elevano verso il cielo; ogni tronco ha la sua sezione, ogni sezione i suoi cerchi concentrici e in alcune di esse è presente il midollo.

                                                            (battezzata da Leonardo da Galatina: “La Sentinella”)

                                                             Questa immagine vale più di una prova scientifica.


Grotta al Livello del Mare

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Si può parlare di terreno che sprofonda e, insieme al terreno, sprofonda anche la gigantissima sequoia. All’interno della cavità generata dall’usura e dalla forza del mare sono presenti sezioni di rami e di tronchi.
In questo punto della cavità, dato il colore della fossilizzazione della gigantissima sequoia, si può ipotizzare che al momento dell’eruzione vomito ci sia stata in simultanea una eruzione vulcanica, la quale ha dato una tonalità diversa al legno che veniva sottoposto a trasformazione.

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Lato Nord-Ovest della Strada

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In questa immagine si vedono grandi circonferenze in posizione verticale, ognuna è accostata all’altra circondandola, e tutte si comprimono senza margine di vuoto. In queste grandi circonferenze sono presenti altre circonferenze, alcune si intrecciano tra di esse sempre in forma verticale.
Nel prato sono presenti grandi e piccole circonferenze date dalla presenza di pietre che emergono nel verde, una volta anch’esse erano tronchi interni della gigantissima sequoia.
Per Leonardo, l’artista ricercatore, quelle circonferenze così grandi sono tronchi pietrificati dall’evento eruzione vomito che trasformò l’intera gigantissima sequoia in roccia.
Sulla parete a contatto con l’acqua, si possono notare sezioni di rami in posizione verticale, diverse di queste sezioni sono proiettate in forma inclinata verso l’alto. Alcune sezioni sono parzialmente sprofondate nel mare, altre consentono di vedere le intere sezioni dei rami ora pietrificati.

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Vista Dall'Alto

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La Montagna Spaccata vista dall’alto.
La gigantissima sequoia al suo stato vegetativo, poteva avere una base ampia circa 100.000 m2, prendendo in considerazione anche le sue parti sprofondate nelle acque marine e, per questo, non più visibili.
Anche qui è possibile notare che nel prato verde sono presenti grandi e piccole circonferenze.
Confermo! Tutto il promontorio roccioso de “La Montagna Spaccata”, denominata La Reggia, in un tempo remoto, circa 250, 400 milioni di anni fa, era un grandissimo albero che poteva raggiungere un’altezza compresa tra 1.400 e 1.800 metri, se non addirittura superarli. È per tale motivo che Leonardo l’ha battezzata come «La Gigantissima Sequoia».

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Vulcano

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Le sezioni dei tronchi bruciati esistono anche nella montagna spaccata, solo che è quasi impossibile riconoscerle per via della trasformazione, così come le sezioni dei rami pietrificati che sono apparentemente invisibili, ma esse sono decifrabili all’occhio attento.
Laddove un’eruzione vulcanica ha imprigionato tronchi e rami, il calore del magma li ha trasformati quasi incenerendoli, raffreddandosi velocemente ha permesso a tronchi e rami la trasformazione, rendendoli bruciati ma non invisibili. Il veloce raffreddamento del magma, ha permesso alle sezioni di rami e tronchi di stabilizzarsi in roccia incenerita.

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Albero = a Gigantissima Sequoia

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Dovevo trovare una soluzione per far Vedere che il promontorio, la montagna spaccata, denominata “La Reggia di Galatone”, agli arbori della sua esistenza era un albero vegetativo enormemente grande che superava i 1.400 metri di altezza, con un tronco radicato nel terreno di allora che poteva occupare una superfice di circa centomila metri quadrati.
In un’assemblea dei soci dell’associazione fotografica l’Occhio di Galatone atta a trovare nuove idee, in quanto Socio ad Honorem, ho proposto un concorso fotografico nazionale, per valorizzare una parte del territorio di Galatone. In quel momento era già nata in me l’idea di parlare della Montagna Spaccata e comunicare al mondo la sua vera natura di gigantissimo albero, pietrificato da una eruzione vomito.
La mia proposta viene accettata e trasformata da “Concorso Fotografico Nazionale” in concorso: “1ₐ Estemporanea fotografica del Salento”.

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