La vetta della Sentinella
Leonardo Marco Sedile Artista Ricercatore
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La vetta della Sentinella
Non può essere solo roccia, poiché alla sua base si notano dei cerchi concentrici a gradini.
Il primo anello delle circonferenze concentriche protegge lievemente il secondo anello dall’usura, permettendo la creazione del gradino; così via man mano che l’usura nel tempo interagisce con le parti della sequoia con cui viene a contatto.
Nel cuore del nucleo midollare della sentinella sono presenti e ben visibili tre nuclei midollari, che si attorcigliano tra di essi per rafforzare la loro esistenza nella sua enorme elevazione verso il cielo, nonché al fine di trasportare linfa vitale all’intera sequoia fino alle cime più alte, e per resistere alla forza dei forti venti.
Tutta la sentinella è tappezzata di sezioni, in alcune di esse sono ben visibili i cerchi concentrici con il midollo.
Le sezioni dei rami o tronchi interni, che a quel tempo si elevavano verso il cielo, si trovano dalla base fino alla cima e dalla base in giù, oramai sprofondate nelle profondità marine.
Sulla cima dello sperone di roccia, che guarda il mare al di là della strada, sono presenti dei tronchi pietrificati in verticale, ben visibili. La loro esistenza vegetativa si intrecciava con i rami che fuoriuscivano dal tronco in forma orizzontale o inclinata. A conferma della mia affermazione, sono presenti sullo sperone di roccia, soprannominato “La Sentinella”, le molteplici sezioni di rami e tronchi, alcune con il nucleo midollare.
Ingrandendo l'immagine della cima dello sperone di roccia battezzato "La Sentinella", si possono apprezzare le sezioni dei tronchi che fuoriescono in verticale dall’insieme e si elevano verso il cielo; ogni tronco ha la sua sezione, ogni sezione i suoi cerchi concentrici e in alcune di esse è presente il midollo.
(battezzata da Leonardo da Galatina: “La Sentinella”)
Questa immagine vale più di una prova scientifica.
Leonardo Marco Sedile Artista Ricercatore